DECRETO GELMINI APPROVATO ALLA CAMERA

vista la mala-informazione che gira, è urgente rendere ben noto il decreto Gelmini così come è stato approvato alla Camera dei Deputati (vi ricordo che deve ancora essere approvato dal Senato della Repubblica).
 
IN QUESTO, PIU’ CHE IN ALTRI INTERVENTI, PROIBISCO OGNI TIPO DI COMMENTO INGIURIOSO NEI CONFRONTI DI QUALSIASI PERSONA O QUALSIASI SCHIERAMENTO POLITICO O BESTEMMIE NE’ INCITAMENTI A PROTESTE. O COSE SIMILI. SONO AMMESSI, ANZI INVITATI, COMMENTI PER SCAMBI DI OPINIONI O CHIARIMENTI SU ALCUNE PARTI DELLA LEGGE CHE POSSONO RISULTARE POCO CHIARE AI NON ADDETTI AI LAVORI. QUESTO NON VUOLE ESSERE UN INTERVENTO POLITICO, MA SOLO UN INTERVENTO DI INFORMAZIONE OGETTIVA. NON SI VUOLE CREARE UN DIBATTITO POLITICO, MA SOLO UN DIBATTITO SULLA LEGGE SEMPRE SU TONI PACATI.
 
NOTA: IN GRASSETTO SI TROVANO LE MODIFICHE APPORTATE ALLA CAMERA.
 
Ovviamente è scritto in un appropriato linguaggio tecnico, e quindi alcune parti risultano un po’ meno facili da capire, però direi che si capiscono molte cose (a parte le parti di retifiche di di precedenti leggi).
 

DECRETO-LEGGE 1 settembre 2008, n. 137

Disposizioni urgenti in materia di istruzione e universita’.

(GU n. 204 del 1-9-2008 )

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti

gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Ritenuta

la straordinaria necessita’ ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di

insegnamenti relativi alla cultura della legalita’ ed al rispetto dei principi costituzionali,

disciplinare le attivita’ connesse alla valutazione complessiva del comportamento degli

studenti nell’ambito della comunita’ scolastica, reintrodurre la valutazione con voto

numerico del rendimento scolastico degli studenti, adeguare la normativa regolamentare

all’introduzione dell’insegnante unico nella scuola primaria, prolungare i tempi di utilizzazione

dei libri di testo adottati, ripristinare il valore abilitante dell’esame finale del corso di

laurea in scienze della formazione primaria e semplificare e razionalizzare le procedure di

accesso alle scuole di specializzazione medica;

Vista

la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 agosto 2008;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell’istruzione,

dell’universita’ e della ricerca, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e

per la pubblica amministrazione e l’innovazione;

E m a n a

il seguente decreto-legge:

Art. 1.

Cittadinanza e Costituzione

1. A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione

nazionale, ai sensi dell’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999,

n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate

all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle

competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storicogeografica

e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse.

Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell’infanzia.

1-bis. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla

Carta costituzionale, sono altresì attivate iniziative per lo studio degli statuti

regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale.

2. All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane,

strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 2.

Valutazione del comportamento degli studenti

1. Fermo restando quanto previsto dal

regolamento di cui al decreto del Presidente della

Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri

e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado,

in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente

durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla

partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche

anche fuori della propria sede.

2

1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui del bilancio dello Stato per l’anno 2008,

a seguito di quanto disposto dall’articolo 1, commi 28 e 29, della legge 30 dicembre

2004, n. 311, non utilizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione

del presente decreto, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere

destinate al finanziamento di interventi per l’edilizia scolastica e la messa in

sicurezza degli istituti scolastici ovvero di impianti e strutture sportive dei medesimi.

Al riparto delle risorse, con l’individuazione degli interventi e degli enti destinatari, si

provvede con decreto del ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il

ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, in coerenza con apposito atto

di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili

finanziari.;

al comma 2, le parole: espressa in decimi sono sostituite dalle seguenti: effettuata

mediante l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi;

al comma 3, secondo periodo, le parole: al voto insufficiente sono sostituite dalle

seguenti: al voto inferiore a sei decimi.

2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento e’ espressa

in decimi.

3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio

di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei

decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo. Ferma

l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2,

con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca sono specificati i criteri

per correlare la particolare e oggettiva gravita’ del comportamento al voto insufficiente,

nonche’ eventuali modalita’ applicative del presente articolo.

Art. 3.

Valutazione del rendimento scolastico degli studenti

1. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed

annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite

e’ espressa in decimi ed illustrata

sono effettuate mediante l’attribuzione di voti

numerici espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di

maturazione raggiunto dall’alunno.

1-bis. Nella scuola primaria i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono

non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati

da specifica motivazione.

2. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione

periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze

da essi acquisite e’ espressa in decimi

nonché la valutazione dell’esame finale del ciclo

sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi

.

3.

Nella scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva, ovvero

all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto

con decisione

assunta a maggioranza dal consiglio di classe,

un voto non inferiore a sei decimi in

ciascuna disciplina o gruppo di discipline.

3-bis. Il comma 4 dell’articolo 185 del testo unico di cui al decreto legislativo 16

aprile 1994, n. 297, è sostituito dal seguente: "4. L’esito dell’esame conclusivo del

primo ciclo è espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una

certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di

maturazione raggiunti dall’alunno; conseguono il diploma gli studenti che ottengono

una valutazione non inferiore a sei decimi"

3

4. L’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e’ abrogato e

all’articolo 177 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) i commi 2, 5, 6 e 7, sono abrogati;

b) al comma 3, dopo le parole: «Per la valutazione» sono inserite le seguenti: «, espressa in

decimi,»;

c) al comma 4, le parole: «giudizi analitici e la valutazione sul» sono sostituite dalle

seguenti: «voti conseguiti e il»;

d) l’applicazione dei commi 1 e 8 dello stesso articolo 177 resta sospesa fino alla data di

entrata in vigore del regolamento di cui al

comma 5;

e) e’ altresi’ abrogata ogni altra disposizione incompatibile con la valutazione del

rendimento scolastico mediante l’attribuzione di voto numerico espresso in decimi.

Il comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è

abrogato

5. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto

1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, si

provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti

tenendo

conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni

e

sono stabilite eventuali ulteriori modalita’ applicative del presente articolo.

Art. 4.

Insegnante unico nella scuola primaria

1. Nell’ambito degli obiettivi di contenimento

razionalizzazione di cui all’articolo

64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6

agosto 2008, n. 133, nei regolamenti di cui al relativo comma 4

previsti dal comma 4 del

medesimo articolo 64

e’ ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola

primaria

costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di

ventiquattro ore settimanali.

Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle

famiglie, di una piu’ ampia articolazione del tempo-scuola.

2. Con apposita sequenza contrattuale e a valere sulle risorse di cui all’articolo 64, comma

9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6

agosto 2008, n. 133, e’ definito il trattamento economico dovuto per le ore di

insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti

disposizioni contrattuali.

2. Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovuto

all’insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive

rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni

contrattuali.

2-bis. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il ministro

dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell’istruzione,

dell’università e della ricerca, ferme restando le attribuzioni del comitato di cui

all’articolo 64, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con

modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede alla verifica degli specifici

effetti finanziari determinati dall’applicazione del comma 1 del presente articolo, a

decorrere dal 1

o settembre 2009. A seguito della predetta verifica per le finalità di cui

alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente articolo, si provvede,

per l’anno 2009, ove occorra e in viatransitoria, a valere sulle risorse del fondo

d’istituto delle istituzioni scolastiche da reintegrare con quota parte delle risorse

rese disponibili ai sensi del comma 9 dell’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno

2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei

4

limiti dei risparmi di spesa conseguenti all’applicazione del comma 1, resi disponibili

per le finalità di cui al comma 2 del presente articolo e in ogni caso senza nuovi o

maggiori oneri per la finanza pubblica.

2-ter. La disciplina prevista dai presente articolo entra in vigore a partire dall’anno

scolastico 2009/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico.

Art. 5.

Adozione dei libri di testo

1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno

2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti

organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si sia impegnato

si è

impegnato

a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di

aggiornamento eventualmente necessarie

salvo che per la pubblicazione di eventuali

appendici di aggiornamento

da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di

specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avviene con cadenza

quinquennale, a valere per il successivo quinquennio

: nella scuola primaria con cadenza

quinquennale, a valere per il successivo quinquennio e nella scuola secondaria di

primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni.;

Il dirigente scolastico vigila affinche’ le delibere del collegio dei docenti

dei competenti

organi scolastici

concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle

disposizioni vigenti.

Art. 5-bis.

(Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento).

1. Nei termini e con le modalità fissati nel provvedimento di aggiornamento delle

graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009/2010, ai sensi

dell’articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,

e successive modificazioni, i docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo

presso le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS) o i corsi

biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), attivati

nell’anno accademico 2007/2008, e hanno conseguito il titolo abilitante sono

iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione

spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.

2. Analogamente sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono

collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti i

docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello

finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di

concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di

concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione.

3. Possono inoltre chiedere l’iscrizione con riserva nelle suddette graduatorie

coloro che si sono iscritti nell’anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in

scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica;

la riserva è sciolta all’atto del conseguimento dell’abilitazione relativa al corso di

laurea e ai corsi quadriennali sopra indicati e la collocazione in graduatoria è

disposta sulla base dei punteggi attribuiti ai titoli posseduti.

Art. 6.

Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria

1. L’esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria

istituiti a norma dell’articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341

e

successive modificazioni

, comprensivo della valutazione delle attivita’ di tirocinio

previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita

5

all’insegnamento, rispettivamente, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria

nella

scuola primaria o nella scuola dell’infanzia, a seconda dell’indirizzo prescelto

.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l’esame

di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la

data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore

del presente decreto.

Art. 7.

Sostituzione dell’articolo 2, comma 433, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

Modifica del comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in

materia di accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e

chirurgia

1. Il comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ sostituito dal

seguente:

«433. Al concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche

scuole

universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia

, di cui al decreto legislativo

17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in

medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superino

superano il

concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che

conseguano l’abilitazione per l’esercizio dell’attivita’ professionale, ove non ancora

posseduta, entro la data di inizio delle attivita’ didattiche di dette scuole immediatamente

successiva al concorso espletato.».

Articolo 7-bis.

(Provvedimenti per la sicurezza delle scuole).

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente

decreto, al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici,

formulato ai sensi dell’articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289,

e successive modificazioni, è destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle

risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano

stesso è ricompreso.

2. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate a sostegno

delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie, comunque maturate alla

data di entrata in vigore del presente decreto e rivenienti dai finanziamenti attivati ai

sensi dell’articolo 11 del decreto-legge 1

o luglio 1986 n. 318, convertito, con

modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, dall’articolo 1 della legge 23

dicembre 1991, n. 430 e dall’articolo 2, comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431,

nonché quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate

movimentazioni a decorrere dal 1

o gennaio 2006, sono revocate. A tal fine le stazioni

appaltanti provvedono a rescindere, ai sensi dell’articolo 134 del codice dei contratti

pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile

2006, n. 163, i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno

comunicazione alla regione territorialmente competente.

3. La revoca di cui al comma 2 è disposta con decreto del ministro dell’istruzione,

dell’università e della ricerca, sentite le regioni territorialmente competenti e le

relative somme sono riassegnate, con le stesse modalità, per l’attivazione di opere di

messa in sicurezza delle strutture scolastiche finalizzate alla mitigazione del rischio

sismico, da realizzare in attuazione del patto per la sicurezza delle scuole sottoscritto

il 20 dicembre 2007, dal ministro della pubblica istruzione e dai rappresentanti delle

regioni e degli enti locali, ai sensi dell’articolo 1, comma 625, della legge 27

dicembre 2006, n. 296. L’eventuale riassegnazione delle risorse a regione diversa è

disposta sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28

agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.

4. Nell’attuazione degli interventi disposti ai sensi dei commi 2 e 3 del presente

articolo si applicano, in quanto compatibili, le prescrizioni di cui all’articolo 4 commi

6

5, 7 e 9 della legge 11 gennaio 1996 n. 23; i relativi finanziamenti possono,

comunque, essere nuovamente revocati e riassegnati, con le medesime modalità,

qualora i lavori programmati non siano avviati entro due anni dall’assegnazione

ovvero gli enti beneficiari dichiarino l’impossibilità di eseguire le opere.

5. Il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il ministro

delle infrastrutture e dei trasporti, nomina un soggetto attuatore che definisce gli

interventi da effettuare per assicurare l’immediata messa in sicurezza di almeno

cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di

particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica. Il soggetto attuatore e la

localizzazione degli edifici interessati sono individuati d’intesa con la predetta

Conferenza unificata.

6. Al fine di assicurare l’integrazione e l’ottimizzazione dei finanziamenti destinati

alla sicurezza sismica delle scuole il soggetto attuatore, di cui al comma 5, definisce

il cronoprogramma dei lavori sulla base delle risorse disponibili, d’intesa con il

dipartimento della protezione civile, sentita la predetta Conferenza unificata.

7. All’attuazione dei commi da 2 a 6 si provvede con decreti del ministro

dell’economia e delle finanze su proposta del ministro competente, previa verifica

dell’assenza di effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.

Art. 8.

Norme finali

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico

della finanza pubblica.

1-bis. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province

autonome di Trento e di Bolzano.

2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta

Ufficiale della Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli

atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di

farlo osservare.

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