Un aspetto della SOCIETA’

E così, eccomi ancora una volta qua davanti al pc a scrivere qualcosa per questo mio blog…

Numerose son le cose che mi passano per la testa…numerose son le cose di cui vorrei parlare…numerosi son i sentimenti che colmano in questo momento il mio cuore…numerosi quanto le stelle della Via Lattea ma mai tanto luminosi e tanto affascinanti…

È difficile discernere fra essi quelli che mi possono essere utili a individuare un giusto argomento su cui scrivere…purtroppo una forte delusione si è abbattuta con più furia della tempesta che si è vista stamani nella mia città, tanto che non so se avrò la forza di non farla trapelare nelle parole che sto per scrivere…

Ciò premesso, mi ricordo di una particolare richiesta formulatami nelle pagine di questo medesimo space…

Per non venir meno alla parola data, mi accingo pertanto a trattare concisamente il tema richiamato dallo scarno titolo che ho attribuito senza eccessivo spreco di fantasia (come al solito del resto…) all’intervento che avete sotto gli occhi e con cui vi sto già particolarmente tediando…

 

A chi non è mai capitato di osservare andando in campagna un gruppo di oche attraversarvi la strada? Se non avete mai avuto tale fortuna, sono sicuro che almeno nei film (o anche addirittura nei cartoni animati di quando eravate piccoli) avrete avuto sicuramente occasione di osservare che esse solitamente rimangono sempre in gruppo, tutti i figli in fila dietro al padre…

Ciò fa pensare…la società delle oche, così semplice, è tale che il più piccolo, il più debole si fida ciecamente del più grande, del più esperto e percorre la sua stessa strada, non osando passare laddove il più anziano ha ritenuto opportuno non andare…

E pensare che son solo animali! Quanto sono evoluti!!

E noi? Noi uomini? Noi che siamo l’animale più evoluto sulla Terra? Noi che siamo l’animale più intelligente? Come ci comportiamo in questo senso?

La risposta a tale domanda può essere quantomeno vergognosa…

Guardiamoci intorno…apriamo bene gli occhi…non è forse vero che gli anziani, i più esperti, i saggi, gli adulti vengono spessissimo abbandonati, ignorati, disprezzati dai più giovani?

Un tempo verso gli anziani c’era un rispetto che portava a quantomeno ascoltare sempre i loro consigli ed a rispettarli…

Adesso invece quando una persona più grande (o anche semplicemente più esperta) di noi prova a darci un consiglio, forse per il nostro orgoglio, forse per qualcosa di peggio, siamo portati a sentirlo con derisione, se non addirittura a prenderlo in giro o ad impedirgli di parlare, ed a fare comunque di testa nostra, convinti della nostra maggiore intelligenza ed abilità…

Per non parlare di quando prova a darci addirittura una mano: anche quando siamo in evidente difficoltà, sempre per orgoglio o qualcosa peggiore, siamo in grado di sputare su quella mano che ci viene tesa; siamo inspiegabilmente in grado di “non vedere” quella mano logorata dal tempo e che molte cose ha visto e che ancora di più ne ha imparate ma che però ha un aspetto decisamente peggiore della nostra, ancora incontaminata dalla corruzione del tempo…quando in realtà ciò che è corrotto non è l’aspetto della mano che ci viene tesa, ma il nostro cuore…

La nostra società, in cui la strada da percorrere è rigorosamente quella non calpestata dai piedi di chi ci ha preceduti, in cui il passato è una cosa che ci si è lasciati alle spalle, che non tornerà e di cui non vale la pena preoccuparsi, in cui l’emarginato è chi ne sa di più e chi non si adegua a queste “regole”, ha molto da imparare da quella piccola società di oche che ci attraversa la strada…

Una società in cui l’individualismo prevale sull’individualità, in cui l’ultimo arrivato è più ascoltato del più anziano, in cui alle offerte d’aiuto vengono preferiti i richiami dell’orgoglio, in cui nel bene deve esserci necessariamente qualcosa di male, in cui le proprie debolezze, i propri difetti (forse le cose che più fanno amare una persone) devono essere coperte da luccicanti maschere di perfezione,  probabilmente ha molto da vergognarsi…

 

Come è possibile tutto ciò? Come è possibile che non ci sia il rispetto per le persone che ne sanno sicuramente di più? Come è possibile che l’aiuto sia considerato tanto scontato da permettersi di rifiutarlo?

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