Lettera aperta agli amici

Genova, 11/12/2008

 

Carissimi,

già 18 anni sono trascorsi da quando per la prima volta aprii gli occhi sul mondo.

Si dice che a 18 anni, si abbia l’esperienza sufficiente a vivere nel mondo responsabilmente, da soli, senza più l’aiuto dei propri genitori. È strano, perché a guardarmi bene, non mi sento poi così più maturo di un anno fa, e già allora vedevo che avevo ancora molta strada da compiere. Più esperto sicuramente, perché di eventi in un anno ne accadono, ma non così maturo da poter asserire di poter vivere nel mondo responsabilmente. E soprattutto da solo. La vita non è una cosa individuale: la vita è qualcosa di collettivo, che si caratterizza dall’interazione di più persone. E di persone io ne ho incontrate veramente tante, ognuna delle quali ha caratterizzato un periodo più o meno lungo della mia esistenza, interagendo con me, insegnandomi qualcosa, facendomi crescere. È buffo osservare che in ogni mio gesto, in ogni mia azione, in ogni mio pensiero, in ogni mio modo di essere c’è qualcosa di una di quelle migliaia di persone con cui sono venuto a contatto. Senza di voi, non sarei così come mi vedete.

Qualcuno recentemente mi ha domandato: “sei come appari, o appari come vorresti essere?”. Questa è una bellissima domanda, alla quale trovare risposta non è facile. Perché spesso ci atteggiamo in maniera differente a seconda del contesto in cui ci troviamo o delle persone con cui ci rapportiamo, ci sembra che solo uno di quei tanti io sia il nostro vero io, senza però essere in grado di identificare quale. E se invece IO fossi quest’insieme di io differenti? Non potrebbe essere questa la vera soluzione del problema?  Forse, e nell’eventualità la difficoltà rimanente sarebbe nel capire se tutti questi insieme di io siano naturali o, almeno alcuni, sia artificiosi. Mi son sempre ritenuto una persona naturale, che è come è nelle sue diverse sfaccettature, ma riconosco che in ognuna di esse c’è l’influenza di qualcuno. E a pensarci bene, potrei anche individuare con sicurezza nome e volto di quel qualcuno.

In questi 18 anni, ho vissuto. Ho vissuto come ho ritenuto più bello vivere. Ho vissuto facendo scelte, che sono il sale della vita. Spesso avrò sbagliato e qualche volta ho anche avuto il coraggio di riconoscerlo e di tornare indietro. Ma mai ho fatto qualcosa a caso. Mai ho agito senza prima informarmi. Di tutto ciò che ho sempre detto e pensato ero convinto. Guardandomi indietro, molte cose mi verrebbe voglia di mutare, su svariati eventi mi verrebbe ancora voglia di piangere, in alcuni sogni e in ricordi gioiosi mi vorrei ancora soffermare, ma ho imparato che la vita è avanti, che non bisogna mai fermarsi e sempre cogliere le occasioni al volo, perché non ritornano più.

Ho appreso che la vita è una serie continua di cadute e di errori, dai quali da soli non si può imparare, da quali da soli è difficile rialzarsi. È per questo che ci son state poste accanto persone amiche, persone con cui condividere esperienze, buone o cattive che siano, con cui consigliarsi a vicenda, con cui aiutarsi reciprocamente. Tutte le volte che ho avuto qualcuno accanto da aiutare, qualcuno vicino pronto ad evitare che cadessi in errore, pronto ad ascoltarmi e a farmi osservare alcuni miei difetti, sono stato felice. Tutte le volte che sono stato lasciato da solo, che non ho fatto tutto il possibile per aiutare qualcuno, che ho rifiutato un consiglio, che mi son chiuso in me stesso…quelli sono stati i momenti più bui della mia esistenza.

Dire che la mia vita è stata perfetta, sarebbe una bestemmia. Dire che io son perfetto, lo sarebbe ancor di più. Perché la mia vita non ha avuto nulla di più di quella di molti altri. Perché dalla vita ho ricevuto tanto quanti gli altri, ed ho dato spesso meno di molti altri. Sarebbe bellissimo poter dire che sono stato una porta aperta a chi chiedeva aiuto, consiglio a chi era disperato, amico di chi era solo, disponibile per chi ne aveva bisogno, saggezza per chi era stolto, sicurezza per chi aveva paura…ma purtroppo non è stato così: molte volte egoismo, pigrizia, voglia di divertirsi e basta hanno prevalso in me…ma nonostante ciò, ho trovato sempre rispetto e amore dagli altri. Sono nato con pregi e difetti, che sono cresciuti con me e coi quali tutt’oggi vengo amato da voi tutti, anche quando le mie scelte mi portano ad essere incomprensibile o ad allontanarmi dagli altri.

Ho sempre ricercato il divertimento puro e genuino, senza mai però eccedere e dimenticare che la vita funziona solo grazie ad un sinolo di lavoro e divertimento. Senza uno, non ci sarebbe l’altro. Ed è grazie alla mia pigrizia, se ho imparato il rispetto di quel tempo che fugge invidioso senza mai fermarsi e di cui ho imparato ad approfittare senza sprechi, godendo della presenza di ognuno, perché non si sa mai quando ci si potrà rincontrare…

Di fronte ai numerosi ostacoli che la vita mi ha posto di fronte, solo due cose ho imparato a fare. O scappare da solo, o impegnarmi con tutte le mie forze. Quella che uso di più è però la terza: impegnarmi con tutte le mie forze con l’aiuto degli amici. Così, anche gli ostacoli più grandi ed apparentemente insormontabili, possono essere rimossi pur se con grandi sacrifici. Ma quale grande soddisfazione si prova dopo! Perché in fondo, se Dio ci pone un ostacolo lungo il nostro cammino, è perché sa che siamo capaci, da soli o con gli altri, di aggirarlo.

Alcuni dei miei io piccolini piccolini, hanno appreso quale sia la soddisfazione generata dall’”abbassarsi” a chiedere scusa ed a ringraziare. Il prossimo passo sarà insegnarlo a tutti i restanti…

Coerenza, lealtà, fiducia…sono tutti valori che ho sempre perseguito. Facile è ridere nelle gioie e cantare nelle vittorie; più difficile è farlo in dolori e sconfitte. Ma io ci ho sempre provato. Anche se, a volte, lo ammetto, mi è stato più facile tacere o mentire, e di ciò mi rammarico profondamente, e chi mi conosce sa che è vero.

Peccare di orgoglio è molto facile. È molto facile giudicare gli altri, vedendo la pagliuzza nei loro occhi, piuttosto che giudicare se stessi vedendo la trave nel proprio occhio. Se non si è capaci di giudicare se stessi, forse è allora meglio esentarsi dal giudicare: ma è poi così facile? La natura umana è fragile, ed io per primo spesso mi lascio andare ai richiami del corpo che a quelli della mente. È molto più facile parlare che agire concretamente. A parole siam bravi tutti, ma a fatti? Voi che mi conoscete vedete benissimo, anche in questo momento, quanto a parole sia sempre stato molto pronto, ma che concretamente alla fine ero sempre l’ultimo.

Ho capito che la bellezza da ricercare non è solamente quella esteriore, ma soprattutto quella interiore: spesso una persona appare diversa da com’è. L’importante è saper cogliere le sue qualità e stimarla ed incoraggiarla per esse, senza pretendere più di quanto vorresti che egli pretenda da te.

Ho imparato che nella vita si può cambiare, mutare e migliorare; che spesso si capiscono errori del passato per i quali si vorrebbe esser perdonati, perdono che in quei casi bisognerebbe concedere.

Mio malgrado, ho anche saputo deludere la fiducia di amici, cercare sempre il centro dell’attenzione e calpestare diritti altrui. Ma in tutti quei lunghi momenti passati a contatto con la natura, in mezzo a un fiume fra le rapide, su una parete di roccia verticale, o più tranquillamente a contemplare le stelle coccolato dal tepore di un fuocherello, ho capito i miei sbagli e mi son proposto, non sempre con successo, di migliorare.

Ma in questi 18 anni ciò che non mi è mai mancata è la certezza dell’esistenza di un Dio, di Dio, del Dio…una certezza senza la quale la mia vita non sarebbe quella che è e senza la quale probabilmente sarei un delinquente di strada senza valori e senza motivazioni, alla ricerca solo di un piacere satirico ed artificioso…una fede da cui traggo la forza per andare avanti… dico ciò anche perché penso che se si ha il coraggio di fare qualcosa, bisognerebbe avere il coraggio anche di dirlo, cosa che spesso però mi dimentico. L’importante è però almeno rispettare le idee altrui, anche se non si condividono, anche se si vuol far di tutto per fargliele cambiare.

Ma senza dubbio, le persone cui devo di più sono i miei parenti, che mi hanno dato una casa, del cibo, amore, educazione, valori, rispetto…che mi hanno insegnato tante cose e che io non imparerò mai a ringraziare…ma da cui difficilmente mi potrò separare senza un velo di tristezza.

Molte altre cose ho imparato, ma penso che solo conoscendomi le abbiate e le possiate apprendere.

Ciò che di sicuro non mi mancherà mai, è l’ammirazione per l’umanità, ed il rispetto per voi, miei cari amici, a cui indirizzo il mio ultimo pensiero di questa mia lunga e tediosa lettera. Va proprio a voi, non meno importanti, che mi avete dato così tanto che mai potrò ringraziarvi e contraccambiare abbastanza. Senza di voi, sicuramente non avrei trovato il coraggio di fare molte cose e senza i quali non avrei imparato molte cose: perché c’è sempre qualcosa da imparare, specie dagli altri, specie da voi cui so che posso sempre chiedere consiglio, nonostante la mia immensa timidezza mi impedisca spesso di ricorrere a voi. Io che con tutti i miei difetti spesso vi annoio e vi infastidisco, vi chiedo scusa e vi ringrazio di cuore. L’assenza di uno qualsiasi di voi, peserà sempre nella mia vita. Nella mia vita, che ora che son maggiorenne, mi appare sempre più tosta e più difficile da affrontare senza di voi.

Sarebbe bellissimo chiudere con qualche bel proposito, ma so che non lo concretizzerei mai. Sarebbe bellissimo lasciarvi con qualche promessa. Ma so che non la manterrei mai. Sappiate solo che metterò sempre passione in tutto ciò che farò e che non disdegnerò mai il vostro consiglio. Sarò sempre me stesso, con tutte le mie doti, ma soprattutto con tutti i miei sempre più numerosi difetti (anche io che son perfetto ne ho molti…).

Forza Doria! Che mi hai insegnato a soffrire e a essere masochista…forza Sampdoria, e grazie Genoa, che rendi il l’essere doriano così unico. Grazie.

Grazie a tutti, anche per tutte quelle volte che non velo ho detto..

Paolo Macco

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