Segnali dal futuro

Attratto forse più dal trailer (come per tutti i film d’altronde) e dall’attore protagonista Nicolas Cage (protagonista fra l’altro dei celebri "Il mistero dei Templari" e "Il mistero delle pagine perdute"), mi son recato a vedere questo nuovo film, che prometteva grandi emozioni…
…emozioni che non son mancate, anche se di tutt’altro tipo rispetto a quelle che avevo preventivato.
Effettivamente il film si è rivelato essere alquanto inquietante, un misto fra Horror (anche se non genera grande paura) e Azione. Un film che potremmo far rientrare nella categoria dei Thriller, o di quei film Fantascientifici e Catastrofici.
Un film che ti prende per curiosità, e che ti ansia in modo stupefacente.
Un film la cui fine lascia alquanto perplessi, e che sembra più che altro una sorta di scappatoia, per non lasciar totalmente demoralizzato lo spettatore…
Un film dalla trama non eccessivamente intricata e ben pensata, anche se molto sulla scia di precedenti successi cinematografici. Nulla è lasciato al caso in questa pellicola, e gli effetti speciali, come in tutti i film di questo genere, aiutano molto. Un tocco in più è dato dalla colonna sonora: nulla di ecclatante, certo, ma nella sua semplicità e quasi banalità riesce a dare un tocco in più al film e permette allo spettatore di sentirsi veramente coinvolto alle vicende che vengono proiettate.
Resta d’altronde un film non adatto ai deboli di cuore, che merita però d’essere visto, anche se non passerà di certo alla storia come uno dei più bei film dell’anno…un pizzico di delusione rimane…
 

 
Questo film propone diversi punti su cui riflettere…
La scena della lezione universitaria del Professore di Astrofisica (Nicolas Cage), risveglia uno dei problemi più discussi nella storia dell’umanità: CASUALISMO O FINALISMO?
In questa scena viene esplicitato in maniera evidente l’interrogativo centrale di tutto il film.
Teologia e Scienza son sempre parse essere due scienze diametralmente opposte. E forse lo sono anche. Ma come si sa: "gli opposti si attraggono", ed è per questo che le due scienze spesso si ritrovano ad andare assieme.
Il professore di Astrofisica è per il casualismo, come esplicitamente afferma in buna parte del film, ma in più occasioni tale convinzione vacilla. Non è forse più bello pensare a un finalismo? Pensare che c’è qualcuno che ha voluto che noi fossimo così e che ci ama per così come siamo, piuttosto che pensare che noi siamo semplice frutto del caso? Non è più bello pensare che i nostri cari estiniti esistano ancora in un qualche Paradiso e ci rimangano sempre accanto?
Il ritrovamento di quel foglio, fa capire che tutto è determinato e non può essere cambiato. Certo, questa è un’immagine un po’ estremizzata, ma rende molto l’idea. Ci vuol far capire che forse qualcos’altro c’è.
O forse in realtà è solo frutto di casualità, di voler vedere nei numeri, nei fatti, ciò che vogliamo vedere. Come afferma il professore di Cosmologia la prima volta che vede anche lui il foglio. E’ facile interpretare i numeri come vogliamo, e dimostrazione lo sono tutti i vari chiromanti, oroscopi, cabale e arti pseudo-magiche che si aggirano fra di noi.
 
I numeri, d’altronde, sono una delle cose più affascinanti che l’uomo abbia pensato. Possono essere soggetti a svariate interpretazioni, e posson avere significati così differenti, pur avendo una certezza indiscutibile. Un ‘1’ è un uno e tale rimane. Ma il siginificato che possiam dare ad esso lo decidiamo proprio noi. "Son solo numeri", "I numeri parlano", "Il mondo è scritto in numeri"…son tutte frasi celebri che richiamano il fascino e la polivalenza di essi.
 
Ultimo interessante spunto di riflessione che propone il film, è quello del futuro, quello della morte. Tutto inizia con una "capsula del tempo" in cui vengono riposti i disegni di bambini che immaginano come potrebbe essere il mondo di lì a 50 anni. Conoscere il futuro è qualcosa che ha sempre accomunato tutti gli umini di tutte le epoche, ma che però non è mai risucito a nessuno. Ma conoscerlo, molto probabilmente, ci renderebbe pazzi, ci mostrerebbe la nostra impotenza di fronte alle cose perchè ci accorgiamo che non possiamo cambiarle. I primi padri della Chiesa affermavano che una peculiarità di Dio è quella che può agire nel tempo. E qui ci si ricollega al primo spunto: il futuro è determinato e possiamo cambiarlo, oppure si può fare qualcosa per cambiarlo? Siamo noi gli artefici del nostro destino? La risposta che dà il film è un secco NO, ma io ritengo che ci sia una via di mezzo.
Cosa sarebbe di noi, se sapessimo che domani moriremo? Come affronteremo la nostra ultima giornata di vita? Anche questo è un rischio che si correrebbe se si conoscesse il futuro, ed è anche la ragione per cui molto probabilmente Dio ha voluto scamparci questo male.
 
"Solo chi ha ricevuto la chiamata può venire." Una frase ricca di interpretazioni e significati. Perchè il professore, che solo alla fine del film capisce che le sue convinzioni eran errate, non riceve la chiamata? Dopo non aver ricevuto questa chiamata, in lui c’è un ultimo cambiamento, un ultimo passo avanti, che pareva essere stato già fatto, ma che in realtà non aveva fatto perchè non era ancora abbastanza pronto. Solo con quel rifiuto, egli può farlo…
 
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