Scegliere… Dal Carnet di un Rover…

Viene il giorno in cui chiedi a te stesso dove voli.
Viene il tmepo che ti guardi: i tuoi sogni son caduti.
E’ il momento di rischiare, di decidere da soli, non fermarsi e lottare per non essere abbattuti.
Spingerò i miei passi sulla strada, passerò tra i rovi e l’erba alta. Non starò più seduto ad aspettare.
Non è strada per chi parte e già vuole arrivare.
Non è la strada dei sicuri, dei sicuri di riuscire.
Non è fatta per chi è fermo, per chi non vuol cambiare.
E’ la strada di chi parte e arriva per partire.
 
 
 
VELA BIANCA
 
Nella meravigloisa Nuova Zelanda, la terra in cui so nato, si trova Auckland, la capitale di questo paese verde smeraldo, spesso chiamato "la terra della lunga nuvola".
Qui vivo con mia moglie Gail, ma negli ultimi anni ci siamo resi conto che la routine stava soffocnado il nostro matrimonio, i nostri progetti, i nostri sogni…a stento riuscivamo ancora a chiaccherare tra di noi… Così, incoraggiati da un saggio libraio, abbiamo deciso di intraprendere un viaggio, un viaggio alla ricerca di noi stessi e dell’amore che ci aveva sempre uniti. Decidemmo di rischiare…lasciammo entrambi il nostro lavoro e cominciammo una meravigliosa avventura….
…"Signor Blake!"
"Salve, amico mio." Si alzò per venirmi incontro.
"Come va?"
"A meraviglia, signor Blake. Sono venuto a salutarla."
"E’ in partenza?"
"Sì: mia moglie ed io abbiamo comprato una barca a vela e stiamo per fare un lungo viaggio. Immagino che non ci vedremo per parecchio tempo, così hopensato di passare a farle un saluto."
"Molto gentile da parte sua, signor Thompson." Mi sorrise compiaciuto. "E così lo ha fatto."
"Ho fatto cosa?"
"Ha lasciato il lavoro per seguire finalmente i suoi sogni."
"Bè sì…almeno per un po’. Ho bisogno di trovare uno scopo in quello che sto facendo, di scoprire chi sono veramente."
Andò allo scrittoio infondo al negozio, si sedette e aprì un cassetto, dal quale tirò fuori un pacchetto delle dimensioni di un grosso libro, avvolto in una semplice carta da regalo.
"Per lei e la sua signora" disse porgendomelo.
"Come faceva a sapere che stavo partendo?"
Lui mi sorrise. "L’ho sempre saputo, Signor Thompson. Sapevo che avrebbe avuto la forza di seguire il suo cuore…non lo apra prima che lei e sua moglie non siate partiti. E’ molto importante. Faccia contento un vecchio che ha vecchie abitudini. Chissà, potrebbe portarle fortuna."
"Un’ultima cosa. Per quanto possa sembrarle assurdo…una volta aperto il regalo mi prometta che lo conserverà fino alla fine del viaggio. ualunque cosa accada."
"E va bene. Farò così".
"Grazie Signor Thompson." Si tolse gli occhiali e mi fissò con un sorriso incredibilmente luminoso. "Che la tua vita sia meravigliosa Michael".
Si volse e tornò al suo mondo di libri, al quale apparteneva.
Senza parle aprii la porta e lasciai la libreria. C’erano ancora tante cose da fare prima della partenza.
…Il mattino seguente orientammo le vele di Vela Bianca verso l’orizzonte. Il cuore ci batteva forte, il vento ci soffiava in faccia e l’adrenalina scorreva nelle nostre vene, mentre i gabbiani bianchi e grigi di Auckland ci scortavano fuori dalla baia…
"Vedi, prima di arrivare qui ero talmente presa dal mio mondo da non accorgermi di quanto lontana e insieme vicina fossi dai miei sogni. Lontana, perchè chiudendomi nel guscio della routine quotidiana, mi ero convinta che non ci fosse un modo diverso o migliore di vivere la mia vita.
eppure vicina, perchè infondo al mio cuore ero certa che esistesse un posto come questo. Ero io che mi negavo esperienze simili, rifiutando di correre rischi":
La guardai un po’ pensieroso. "E’ vero: abbiamo preso una decisione che probabilmente cambierà la nostra vita per sempre, e sono più che convinto che sia stata una scelta coraggiosa. E’ facile dire che abbiamo fatto la cosa giusta, adesso che sappiamo che stutto sta andando bene, e cominciamo a trovare delle conferme di aver agito nel modo migliore. Sì, ora sentiamo con sempre maggiore chiarezza che era questo il nostro destino. Ma ciò non toglie che richieda coraggio lasciarsi tutto alle spalle come abbiamo fatto noi, senza sapere cosa ci riserva il futuro."
…sentimmo una soave brezza levarsi da occidente…fissammo la pagina.
 
Avevo appena fniito di parlare e una lieve folata di vento aprì il libro…
…"Michael, ricordi il giorno in cui siamo partiti da Aucklan? Per la prima volta in vita nostra ci siamo avventurati in mare aperto, noi due da soli. Ricordi i dubbi che ci hanno assalito? Quando abbiamo perso di vista la terraferma? Stavamo pefino pensando di tornare indietro."
"Certo che me ne ricordo", replicai. "Perchè me lo chiedi?"
"Pensa che cosa ci saremmo persi, se avessimo deciso di rinunciare. Tutto questo è sempre stato qui, e non dovevamo fare altro che venire e vederlo. Mi domando quante persone si rendano contro dell’importanza delle scelte, di quanto possano incidere sul resto della loro vita."
"In che senso?"
…Le nostre mappe ci avevano suggerito di accostarci a Sunday Island da occidente…
…una volta in mezzo all’oceano Michael scartò il regalo del Signor Blake.
"E’ un libro", annunciò.
"Sembra molto vecchio", osservai.
Gail lo aprì con delicatezza. Sulla prima pagina c’era una dedica:
A Michael e Gail Thompson,
salpati il 3 marzo 1998 da Auckland, Nuova Zelanda
a bordo di Vela Bianca,
per un viaggio di ricerca spirituale
"Che i vostri giorni posasno essere colmi di gioia,
e le vostre notti allietate da dolci sogni,
presagio della magia che troverete nel cammino.
Che i vostri sogni più belli possano diventare realtà,
e in seguito meravigliosi ricordi.
Che mai possiate dimenticare…"
Thomas Blake
"E’ assurdo, a parte quello che il Signor Blake ha scritto all’inizio, le pagine di questo libro sono tutte in bianco!"
"E’ impossibili", lo presi e controllai pagina per pagina.
Gail aveva ragione…
…Le nostre mappe ci avevano suggerito di accostarci a Sunday Isalnd da occidente, dove si apriva un passaggio per entrare in una meravigliosa laguna corallina. Una delle più belle caratteristiche dell’isola era il suo rilievo più altro, il monte Mamukai…decidemmo di dediare il mattino seguente al trekking…
Ci aspettava una lunga marcia, quindi avevamo deciso di avviarci di buon’ora…
Via via che salivamo l’aria si faceva più rarefatta e frizzante. Vedemmo gli sgargianti alberi che durnate l’estate esplodevano in un tripudio di fiori rossi. Di tanto in tanto un pipistrello ci volteggiava intorno, e allora ci gettavamo a terra in cerca di riparo. Immersi in quel magnifico paesaggio, tra gli animali e gli uccelli, ci rendemmo conto che era passata un’eternità dall’ultima vlta che ci eravamo sentiti così vicini alla natura, così liberi.
Finalmente raggiungemmo la vetta; eravamo stanche, ma ci sentivamo meravigliosamente vivi.
Ci mettemmo a sedere senza parlare, come se stentassimo ad abbracciare tutta la bellezza del momento.
"Gail?"
"Sì, amore?"
"Sei felice?"
Lei continuò a fissare il cielo, dove il sole stava già declinando verso ovest, mentre a oriente sorgeva la luna.
"Come potrei non esserlo, stando qui con te ad ammirare tanta bellezza? mi sento più che felice…mi sento viva, vera. Come quando ero bambina…sai…fiduciosa."
 
…Tornati a bordo di Vela Bianca una gentile brezza proveniente da ovest aprì il libro che avevamo ricevuto dal signor Blake, e con nostra grande sorpresa ci accorgemmo che vi era scritto qualcosa:
"Oh Signore, fammi sentire la voce della Strada, quella che mi invita sulle vie del mondo"
…Gail e io ci fissammo sbigottiti.
"Ma mi sembrava non ci fosse scritto niente", mormorò Gail confusa.
"Gail, abbiamo controllato tutti e due", le feci notare. "Sono asoslutamente sicuro che non ci fosse scritto niente, eccetto la dedica. Guarda è la seconda pagina. Non averbbe potuto sfuggirci, a meno che fosse incollata alla successiva."
"Ma se era incollata come ha fatto a staccarsi?"
Restammo in silenzio per qualche istante. Poi Gail mi prese le mani e se le portò al viso.
"Michael, sta accedendo qualcosa di strano e meraviglioso, e anche se sono un po’ spaventata, ora so che dobbiamo credere in questo sogno."
…In città saremmo corsi a ripararci; ma stavolta, appena iniziò a piovere salimmo sopracoperta per sentire l’acqua fresca e pulita riversarsi su di noi, com in un simbolico rito di purificazione.
Improvvisamente realizzai che Gail stava avendo un’esperienza straordinaria. I suoi occhi erano bagnati di lacrime, non solo di pioggia, e le sua espressione era estatica.
"Che ti succede?" domandai.
"Sento la presenza di Dio. E’ nella pioggia e nel mare, e riesco ad avvertirlo…riesco a vederlo."
"Che aspetto ha?"
Lei fissò l’orizzonte. "Ha l’aspetto di un delfino, di una balena. Parla come il vento e come il tuono. Ci bisbiglia sogni, anche se talvolta non lo ascoltiamo. E’ nell’aurora e nel tramonto. E’ in ogni stella che guardiamo di notte. E’ in questa magica solitudine che abbiamo raggiunto, amore mio. Mi ricorda tutte le cose buone della vita, tutto ciò che c’è di bello e pure."
Fece una pausa, mentre le sue lacrime e le gocce di pioggia si fondevano in un’unica verità.
…la gentile brezza questa volta venne da nord, aprendo il nostro prezioso libro:
"Servizio è donarsi gratuitamente per essere felici e far felici, scoprendo negli altri il volto di Dio"
…"Quindi tu pensi che il modo in cui vediamo il mondo dipenda non solo da chi siamo ma anche da dove siamo e con chi lo condividiamo?"
"Esattamente", confermai.
 
…La leggera brezza si fece più forte, e capimmo che la saggezza delle riflessioni di Gail in quella notte stellata aveva evocato la magia del dono del Signor Blake. Il libro si aprì eotto i nostri occhi cominciarono ad apparire le parole:
"Come una fiamma che dove passa brucia"
…appena approdati nella laguna un giovane indigenoci venno incontro…."Australiani?"
"No, neozelandesi", replicò Gail.
"Siamo molto onorati della vostra visita. Non capita spesso che qualcuno passi da queste parti. Intendete trascorrere la notte nella laguna?"
"Bè…sì, se per voi non è un problema…"
"No di certo", assicurò. "Anzi, questa notte nel nostro villaggio si terrà una cerimonia tradizionale, e se voleste unirvi  noi, sono certo che il nostro capo ne sarebbe felice." Gail e io ci scambiammo una rapida occhiata.
"Grazie, verremo con molto piacere", accettai a nome di entrambi. Arrivati al villaggio ci fermammo ai margini, osservando la scena. Fervevano i preparativi er un grande banchetto, e tuttisi davano da fare; perfino i bambini facevano la loro parte, sbucciando con perizia tuberi di manioca e rompendo noci di cocco. In quel momento Gail si volse verso di me e mi disse: "Hai visto che bello, amoer?…dimmi: quando mai noi, nella nostra città, ci siamo preoccupati di aiutare un nostro vicino per i preparativi di una qualche festa, o anche solo per qualche semplice faccenda di casa? Siamo sempre stati troppo occupati a risolvere i nostri problemi, senza mai accorgerci che, aiutandoci a vicenda, tutto potrebbe risultare più semplice e più bello!…"
 

 
 
Sono molte le occasioni che si hanno per salpare con "Vela Bianca". Ho capito quanto veramente sia importante farlo con coraggio e ogni qualvolta ci sia l’occasione. In questi viaggi, la propria vita si arrichisce e guadagna nuove eserienze ed emozioni da poter poi condividere con gioia con tutti coloro che affrontano questi viaggi e che incontriamo durante questi.
Personalmente, la prossima rotta è diretta all’università. Lungo il cammino tante tappe si prospettano. Tanti progetti ho in testa e spero di non lasciarli,come al mio solito,tali.
Questi viaggi con "Vela Bianca" sono ottime occasioni per disintossicarsi dalla civiltà, dai ritmi frenetici che ti vengono imposti assieme a mentalità non nostre, e per avvicinarci a Dio, Colui che meglio di tutti ci può consigliare e dare il coraggio per ripartire sempre, continuare a salpare senza, magari, non far più porto. Le emozioni che si provano in viaggio, che ci fa provare il mare, sono uniche, tanto da farci "innamorare" di esse. Sono anche avventure difficili e scelte toste: scegliere non è mai facile. Ma mi impegnerò per non rinunciare mai a salpare con la nostra "Vela Bianca"….
 

  

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