Up

Un film molto atteso, ricco di aspettative, che si è rivelato esser diverso da come era stato presentato, ma non per questo meno bello.
 
 
I vari trailer e Upisodi (che fra l’altro non sono presenti nel film), avevano presentato al pubblico un film mirato più a far ridere che a coinvolgere con una trama seria e impegnata lo spettatore. Ma così non è stato: la trama di questo film è ricca di spunti di riflessione anche se può essere visionato a livello puramente ricreativo, senza nulla togliergli. L’uomorismo è abilmente mescolato alle avventure dei nostri protagonisti, rendendo il film piacevole da vedere ma anche, volendo, da "riflettere". In alcune parti addirittura triste, si rivela avere un equilibratissimo mix di incredienti che ne rende la visione piacevole e divertente.
 
La grafica è semplice ma puntuale, con una particolare attenzione ai dettagli e ai sentimenti che si voglion far trasparire dai volti.
La colonna sonora è anch’essa molto semplice e proprio per questo molto adatta al film: nella sua semplicità riesce a trasmettere allo spettatore il giusto sentimento che la scena ha, e indirizza, nelle scene più ambigue, lo spettatore alla giusta interpretazione. Addirittura, in alcuni flash, può anticipare ciò che accadrà di lì a qualche secondo.
 
Ma ecco qualche spunto di riflessione per questo film:

La nostra casa che vola sospesa con dei comuni palloncini, può essere un ottimo modo per abbandonare la frenetica vita di una società che corre troppo in fretta per i nostri ritmi e le nostre abitudini e proiettarci all’inseguimento di quel sogno di una vita…

Ma cosa significa “inseguire un sogno”? Nella nostra quotidianità, abbiamo spesso occasione di “sognare”, di desiderare qualcosa che pensiamo possa migliorare la nostra vita. Ma il bello di un sogno è condividerlo con chi ci sta accanto, con chi ci vuole bene, con gli amici. Conquistare quel sogno cui tanto abbiamo aspirato, può diventare sconfortante, se ciò significa dimenticarsi degli altri o “dover sopportare” chi ci sta attorno. Se è l’egoismo che ci spinge a inseguirlo, non potremo trovarci veramente appagati dalla sua conquista.

Insieme abbiam goduto al fin del vento la carezza”…

Più che la meta stessa, ciò che rende speciale  il viaggio verso il suo raggiungimento, è la strada che si percorre sino ad essa e, ancora di più, i compagni di viaggio. Ovvero, quelle persone che possono rendere unico e irripetibile quel viaggio. Ed è il confine fra accettare e sopportare cui dobbiamo porre particolare attenzione: perché può veramente cambiare l’umore di tutti…

Un sorriso fa il doppio di strada di un brontolio."

 

Avventura: una parola ricca di fascino che richiama alla mente grandi imprese epiche e leggendarie che rimarranno ricordi imperituri, tramandati di generazione in generazione; di padre in figlio; di nonno in nipote… Ma è sempre così? Cosa è per noi l’avventura? Viaggiare in una terra sperduta su di uno zeppelin alla ricerca di un animale rarissimo? Imitare le imprese di grandi eroi avventurieri?

Sì, certo, di questo genere son le avventure cha piacciono a noi: accamparci in posti improbabili, scalare montagne ostiche ai più…ma spesso ci dimentichiamo che quelle sono solo particolari avventure…che la vera avventura è la nostra vita quotidiana: ignota, imprevedibile, sempre pronta a metterci alla prova, ricca di sorprese e faticosa…nulla di meno che un’avventura nella giungla selvaggia. Spesso ci spingiamo ai confini del mondo alla ricerca di un’avventura, senza capire che solo vivere la propria vita felicemente e in armonia con chi ci circonda è già un’Avventura…i cui ricordi han tutto il diritto di entrare a far parte del nostro libro di avventure.

Siamo sempre stati troppo occupati a risolvere i nostri problemi, senza mai accorgerci che, aiutandoci a vicenda, tutto potrebbe risultare più semplice e più bello!…"

Spesso ci spingiamo ai confini del mondo cercando di imitare gli eroi e i campioni della nostra società, ammirandone la maschera che indossano davanti al mondo. Per poi accorgerci che dietro quella maschera c’è una persona comune, o anche peggiore delle altre. Non c’è bisogno di fare grandi imprese per diventare speciali: è la semplicità che ci fa apprezzare dalla società! E spesso le cose semplici, oltre a esser le più ovvie, son quelle che portano il maggior successo: cosa c’è di più semplice per attirare un beccaccino se non dargli da mangiare?

O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo”…

 

Aiutare un caro amico in difficoltà è qualcosa che si dà sempre per scontato…almeno a parole…ma cosa siamo veramente disposti a rinunciare per un amico o comunque una persona in difficoltà? Saremmo pronti a metter sul piatto della bilancia il nostro sogno di una vita? Quante volte ci capita di dover scegliere: siamo pronti a salire su una “vela bianca” che non è come ce la immaginavamo? Spesso consideriamo il servizio solo come un servizio agli anziani, un momento in cui facciamo animazione o anche educazione a persone esterne…ma spesso ci dimentichiamo che il servizio inizia in famiglia, e, in senso lato, dagli amici e tutte le persone che incontriamo nella nostra quotidianità. Come? Da un semplice saluto, all’attenzione che possiamo dedicare all’altro; dalla semplice presenza, a un aiuto concreto…Tanti sono i modi e ognuno di noi li conosce: la parte difficile è ricordarseli…

Perché servizio? Per un distintivo? Per poter divenire il Super “esploratore scelto”? O perché sentiamo che è qualcosa di naturale e “ovvio”?

“Il vero modo di essere felici è quello di procurare felicità agli altri.”

 

 

La natura non è solo l’ambiente occasionale in cui facciamo attività, o in cui andiamo all’avventura. Natura è qualcosa da rispettare, un luogo prezioso ricco di meraviglie che noi ignoriamo, e il luogo migliore dove ritirarci e trovar la pace. Il luogo migliore per ritrovare Dio…

“Sono un esploratore della natura, e quindi sono amico di tuuuutta la natura”.

 

 

I bambini, i piccoli, i giovani, son le persone con cui veniamo a contatto durante i nostri servizi: ricordiamoci di non scandalizzarli, perché è la cosa peggiore che possiamo fare!

Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare.”

 

 

“Croce sul cuore”: un espressione che sicuramente abbiam usato da bambini quando intendevamo fare una promessa…ovvero quando ci prendevamo l’impegno di fare qualcosa. E se non lo rispettavamo, “il cono della vergogna ci veniva indossato”. La promessa era sempre qualcosa di sacro e inviolabile. Ma perché “era” e non “è”? Perché purtroppo crescendo ci si scorda di quando si era bambini, e del grande valore che attribuivamo a questi grandi impegni.

Rispetto e onore a coloro che rispettano una promessa!

 

Infine, vi propongo i simpatici Upisodi del film, per farvi due risate…

TRAPPOLA PER BECCACINI:

 

RUSSEL E I CEROTTI:

 

VERSI ANIMALI:

 

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