Emblema della Repubblica

Durante un mio recente viaggio a Roma, passando davanti alla casa del signor Giorgio, forse meglio nota come Palazzo del Quirinale, mi sono domandato quale fosse il significato dell’EMBLEMA DELLA REPUBBLICA (non STEMMA in quanto manca lo scudo, attributo indispensabile dello stemma araldico).

Come mia abitudine, così, mi sono andato a documentare, immaginando potesse interessare altri Curiosi come il Muflone scrivente.
E già che c’ero ne ho anche trovato tutta la storia.

In sintesi, nel lontano 1946 il signor Alcide (De Gasperi) decise di indire un concorso per creare un emblema della Repubblica. Al vincitore sarebbero andate 10000 lire (circa 500 € d’oggi). Il primo bando riscosse molto successo, ma tutti i bozzetti furono alquanto deludenti. Vennero così incaricati direttamente cinque artisti su specifiche direttive e il signor Paolo Paschetto fu il vincitore col seguento bozzetto. «Campo di cielo alla corona di otto torri, al naturale, accompagnata in capo dalla stella d’Italia, raggiante, d’oro, e in punta dal mare ondoso. Il tutto incorniciato da due rami d’olivo con le scritte in basso (sinistra) Libertà (destra) Unità»

Il significato era il seguente: l’olivo sottolineava la volontà di pace del popolo italiano mentre la cinta turrita ne doveva rappresentare la forza di resistenza e la dignità. La stella, infine, fu indice di «speranza nella nostra Resurrezione».

Il Bozzetto, però, in seguito a polemiche non venne adottato e nel maggio 1948 venne indetto un secondo concorso, vinto nuovamente da Paolo Paschetto con l’emblema quasi attuale. L’emblema dello Stato, approvato dall’Assemblea Costituente con deliberazione del 31 gennaio 1948, è composto di una stella a cinque raggi di bianco, bordata di rosso, accollata agli assi di una ruota dentata, tra due rami di olivo e di quercia, legati da un nastro rosso, con la scritta di bianco in carattere capitale ‘Repubblica Italiana’

Il significato:
Il Ramo d’Ulivo: simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale.

Il Ramo di Quercia: incarna la forza e la dignità del popolo italiano. Entrambi i rami, poi, sono espressione delle specie più tipiche del nostro patrimonio arboreo.

La Stella:è uno degli oggetti più antichi del nostro patrimonio iconografico ed è sempre stata associata alla personificazione dell’Italia, sul cui capo essa splende raggiante. Così fu rappresentata nell’iconografia del Risorgimento e così comparve, fino al 1890, nel grande stemma del Regno unitario (il famoso stellone); la stella caratterizzò, poi, la prima onorificenza repubblicana della ricostruzione, la Stella della Solidarietà Italiana e ancora oggi indica l’appartenenza alle Forze Armate del nostro Paese.

La Ruota dentata: d’acciaio, simbolo dell’attività lavorativa, traduce il primo articolo della Carta Costituzionale: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.

https://i1.wp.com/img3.imageshack.us/img3/1070/66901376bb5.jpg

Successivamente l’emblema fu ulteriormente ritoccato dal 1965 al 1990 e dal 1992 al 2000.
Nel 1987 fu indetto un ulteriore concorso per cambiare e rinnovare l’emblema, ma fu talmente scarsa la qualità dei bozzetti presentati che si preferì mantenere l’emblema vigente.

CURIOSITA’: fra i 2 concorsi furono presentati in totale circa 800 bozzetti da circa 500 persone.

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