Bandiera Europea: la storia e il significato

La bandiera è così descritta:
L’emblema è costituito da un rettangolo azzurro la cui base misura una volta e mezza la sua altezza. Le dodici stelle dorate si dispongono in cerchio ad intervalli regolari e il centro di quest’ultimo corrisponde al punto di intersezione delle diagonali del rettangolo. Il raggio del cerchio è un terzo dell’altezza del rettangolo. Ogni singola stella ha cinque punte, queste tracciano una circonferenza immaginaria il cui raggio misura un diciottesimo dell’altezza. Tutte le stelle sono disposte verticalmente, ciò vuol dire che una punta è rivolta verso l’alto e due poggiano su una linea immaginaria perpendicolare all’altezza. Le stelle si dispongono secondo un ordine simile a quello dei punti ora sul quadrante di un orologio. Il loro numero è invariabile.
I colori della bandiera sono: Pantone Reflex Blu per lo sfondo rettangolare e Pantone Giallo per le stelle. La gamma internazionale Pantone è diffusa e facilmente reperibile, persino da chi non opera nel settore grafico.

Ben chiare, inoltre, sono le disposizioni per la riproduzione monocroma:
In caso di riproduzione monocromatica, è preferibile riprodurre il simbolo su fondo bianco. In tal caso, il perimetro del rettangolo viene evidenziato in nero e le stelle diventano nere.
È bene evitare tonalità di colore che non si accostino a quella del blu. Nel caso in cui fosse inevitabile uno sfondo colorato, è necessario contornare il rettangolo con un bordo bianco avente uno spessore pari a 1/25 della sua altezza.
Se è disponibile soltanto il colore blu (preferibilmente Reflex Blu), questo deve essere stampato con una risoluzione del 100% come sfondo e le stelle lasciate in bianco.

La storia:
La bandiera viene esposta per la prima volta nel 1955, per l’esattezza l’8 dicembre (ma fu una pura casualità), ma i lavori per crearla iniziarono già nel 1949.
Furono buttate giù dal Consiglio diverse idee tutte già con le stelle protagoniste (inizialmente pensate 15 dal diplomatico spagnolo, poi ridotte a 14 e poi 13 su volere dei rappresentanti di Francia e Germania; ridotte ulteriormente a 12 su consiglio del rappresentante italiano: 13 porta sfortuna!).
Nel 1953 fu indetto un concorso pubblico che fu vinto dal cattolico Arsne Heitz, che si appoggiò a quello che il Consiglio aveva ipotizzato 3 anni prima. Furono volontariamente scartati a priori tutti i bozzetti con simboli cristiani come la Croce.
Heitz, Cattolico per l’appunto, si ispirò a un medaglione della Madonna in voga all’epoca per il suo bozzetto, ma solo successivamente rivelò questa sua scelta. Ufficialmente, non c’era nessun significato religioso. Motivò così al Consiglio il numero 12 delle stelle (gli stati erano 6): sostenne che il dodici era, per la sapienza antica, «un simbolo di pienezza» e non doveva essere mutato neanche se i membri avessero superato quel numero. Come difatti avvenne e come ora è stato stabilito definitivamente dalla nuova Costituzione. Quel numero di astri che, profetizza l’Apocalisse, fanno corona sul capo della «Donna vestita di sole» non sarà mai mutato.

Curiosità: le stelle erano inizialmente bianche. Per questo motivo si pensa che il presidente della Commissione,che era ebreo, avesse accettato il simbolo in quanto gli ricordava i colori della bandiera d’Israele. Altra versione vuole che il presidente approvò il simbolo in quanto colse il significato religioso e, in quanto ebreo, era molto legato alla numerologia, in particolare al numero 12.

Il significato ufficiale:
La corona di stelle dorate sullo sfondo blu del cielo rappresenta la solidarietà e l’armonia tra i popoli d’Europa.
Il numero delle stelle non dipende dal numero degli Stati membri. Le stelle sono dodici in quanto il numero dodici è tradizionalmente simbolo di perfezione, completezza ed unità. La bandiera rimarrà pertanto invariata a prescindere dai futuri ampliamenti dell’Unione europea.

Il (presunto) significato religioso:
Le stelle sono quelle dell’Apocalisse al dodicesimo capitolo: «Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle». Quella Donna misteriosa, per la tradizione cristiana, è la madre di Gesù. Anche i colori derivano da quel culto: l’azzurro del cielo e il bianco della purezza verginale. Nel disegno originario, infatti, le stelle erano d’argento e solo in seguito hanno preso il colore dell’oro. Insomma: anche se ben pochi lo sanno, la bandiera che sventola su tutti gli edifici pubblici dell’Unione (e il cerchio di stelle che sovrasta l’iniziale dello Stato sulle targhe di ogni automobile europea) sono l’invenzione di un pittore che si ispirò alla sua fervente devozione mariana.

In conclusione: i significati religiosi che siamo soliti attribuire alla bandiera europea e trasmettere ai nostri ragazzi NON sono quelli ufficiali, ma semplicemente le “convinzioni” che nel corso dei secoli si sono volute dare ad essa.

LO SAPEVATE CHE…
l’inno dell’Unione Europea è l’Inno alla Gioia?
non si voleva copiare la bandiera degli USA, ma che di fatto è sempre stato il punto di riferimento costante? (basti pensare alla scelta delle stelle…che si pensò di mettere in numero di 13)

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12 risposte a Bandiera Europea: la storia e il significato

  1. nunzia ha detto:

    belle informazioni

  2. Rolando ha detto:

    mi ricordo da bambino di aver parteciparo , come tutte le scuole, al concorso per realizzare la novissima bandiera europea.
    allora l’Europa si chiamava MEC

  3. Giancarlo Matta ha detto:

    La “bandiera europea”, simbolo tragicomico di una colossale finzione, è stata ABOLITA col TRATTATO di LISBONA. Non tutti ci hanno fatto caso.

  4. Giancarlo Matta ha detto:

    La consapevolezza della enorme frode correlata alla maledetta “unione europea” e dell’altrettanto enorme danno che l’Italia ha subito in correlazione al compimento di questa frode, conseguenza di una utopia folle, si sta rapidamente diffondendo ovunque. Soprattutto grazie alla Rete Informatica. E grazie ad alcuni studiosi capaci e coraggiosi: cito a esempio IDA MAGLI. Provate a leggere “La Dittatura Europea” e constaterete. [Dove tra l’altro la studiosa commenta il Trattato di Lisbona e ne evidenzia la parte dove si stabilisce abolizione dei simboli “europei”] Provate a informarvi su cosa hanno detto e scritto P. Musu, M. Rizzo, W. Bukowskij, N. Farage, P. Rossi-Barnard, M.C. Allam, P. Krugman, … e molti altri.
    E’ una consapevolezza oramai condivisa tra persone di diverse opinioni politiche. Staremo a vedere in occasione di prossime elezioni politiche quanti saranno i Cittadini decisi ad esigere dai politici (vecchi e nuovi) la ripresa della sovranità nazionale. Ciò non rappresenterà di per sé l’immediata soluzione dei gravi problemi economici e sociali che ci affliggono, ma ne sarà l’indispensabile requisito preliminare.
    Altresì la “moneta unica” ha mostrato la sua reale inconsistenza e chiunque abbia un po’ di
    raziocinio vede che l’unificazione valutaria è stata un colossale e storico fallimento. Un fallimento che può trascinarci ad altre tremende, fatali conseguenze per la nostra civiltà di fronte al mondo.
    L’alternativa di “rimanere nella unione europea” non potrà che sospingerci verso un declino praticamente irreversibile. Chi, per ignoranza o per mala fede, sostiene ancora contro ogni evidenza la “bontà” della maledetta “u.e.” dovrebbe provare a spiegare come mai ad esempio la Gran Bretagna “sopravvive” benissimo con un piede dentro la “u.e.” e un piede fuori. Idem altri Paesi. Per non parlare della Svizzera, che dalla “u.e.” si tiene saggiamente ben distinta… . La “unione europea” del XXI Secolo è la metastasi della “unione sovietica” del XX Secolo, e farà ben presto la stessa fine. Con la probabile differenza che la unione sovietica andò in frantumi circa vent’anni or sono in modo incruento, mentre la unione europea andrà in frantumi in modo cruento. Liberiamocene.

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