Dieci Piccoli Indiani

DIECI PICCOLI INDIANI (di Agatha Christie)
Voto del recensore: 10/10

Il capolavoro del giallo.

E’ stato grazie ad un mio compagno del liceo se ho letto questo libro. Non so perchè, ma si parlava dei libri gialli quando lui mi ha consigliato di leggere questo. Io, da patito di romanzi gialli, specie di Agatha Christie, ho ascoltato come sempre il consiglio e mi son fiondato in libreria ad acquistarlo e, rientrato a casa, ho incominciato a leggerlo…

Credo che Agatha Christie abbia raggiunto il top con questo libro. Esso, assieme a TRE TOPOLINI CIECHI (un altro suo racconto, di cui consiglio caldamente la lettura, con uno stile simile a questo anche se di carattere totalmente differente) costituisce il capolavoro del giallo. L’autrice, infatti, è qui riuscita a creare un giallo stile “Camera chiusa” perfetto: sino all’ultima pagina il lettore è invogliato a elaborare ipotesi su ipotesi nel tentativo di cercare di scovare il colpevole, ma nessuna di esse riuscirà a sopravvivere sino alla fine. In questo romanzo nulla è certo; ogni certezza è messa in discussione sino a farla diventare non più tale; ognuno è colpevole ma allo stesso tempo vittima…

La narrazione è in terza persona senza però un punto di vista fisso. La Christie “mostra” al lettore solo ciò che vuole, ma non per questo al lettore mancheranno dettagli: egli, infatti, sarà convinto che gli viene mostrato tutto ciò che c’è da sapere. A differenza di molti altri suoi racconti non esiste un vero e proprio investigatore “buono” della cui innocenza si è totalmente sicuri, ma i dieci protagonisti di questa vicenda sono tutti allo stesso tempo investigatori ed investigati, cosa che rende l’atmosfera ancora più inquietante e vieppiù ricca i sospetto. Il lettore si ritroverà presto ad immedesimarsi nei personaggi e ad iniziare a temere (sempre però con un pizzico di curiosità) chi sarà la vittima successiva.

A questa atmosfera di per sè già angosciante, si aggiungono una filastrocca per bambini che ritorna ossessivamente, come a scandire il tempo di un incubo da cui però non ci si può svegliare, e che sin dall’inizio preannuncia e descrive la fine di tutti e dieci i “Piccoli Indiani”, e dieci statuette che una volta alla volta spariscono tutte… Non per nulla il titolo completo del romanzo è “Dieci Piccoli Indiani (… e poi non rimase più nessuno)“.

Un romanzo che io ritengo perfetto ed in cui non son riuscito a trovare difetti. Se proprio vogliamo essere puntigliosi, si potrebbe criticare l’avvio un po’ lento della storia… ma ha un suo perchè anche quella parte e quindi in una seconda analisi la si potrebbe trovare molto importante…

Una curiosità: il titolo originale inglese è “Ten Little Niggers“, ossia “Dieci Piccoli Negretti”. Nella prima traduzione italiana, però, l’editore scelse di tradurre “Niggers” con “Indiani” perchè lo riteneva meno offensivo temendo accuse razziali. Da allora, il titolo italiano è rimasto quello della prima edizione.

Un particolare: all’inizio del romanzo è omesso l’elenco dei personaggi (Agatha Christie, per chi non lo sapesse, all’inizio di ogni suo racconto metteva l’elenco con tutti i personaggi che comparivano nella storia) e al loro posto ci sono LA VITA; LA MORTE; IL BENE; IL MALE… non sarò di certo io a spiegarvi il perchè 😉

Della trama, purtroppo, posso dirvi ben poco… In sintesi, ci sono dieci persone che sono state invitate con pretesti diversi in una sontuosa villa su di un’isola da un personaggio misterioso. L’isola è completamente isolata dal resto del mondo ed anche il traghettatore che li accompagna su di essa, una volta ottemperato il suo compito, non si farà più vedere. In ogni stanza dove risiedono gli ospiti, è appeso il testo di una macabra filastrocca per bambini. Al centro della tavola da pranzo, invece, ci sono dieci statuette di porcellana raffiguranti dieci piccoli negretti. A metà della prima serata ecco che una voce misteriosa accusa i dieci inviati di spaventosi delitti di cui non furono mai riconosciuti colpevoli. Tutti si spaventano e si dichiarano innocenti, ma…chi lo è veramente?

Inizia così il gioco perverso di un folle; un gioco con regole precise da cui non si può sgarrare; un gioco in cui la morte la fa da padrona; un gioco cui non si può smettere di giocare se non morendo…

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