Federazione russa

LA BANDIERA:
La bandiera russa è un tricolore composto da tre bande orizzontali di uguali dimensioni. I colori sono (partendo dall’alto): bianco, blu e rosso.
La storia: Quando Pietro il Grande visitò i Paesi Bassi nel 1699 allo scopo di apprendere sulla fabbricazione delle navi, si rese conto che la Russia necessitava di una bandiera per la sua marina. Quindi si ispirò alla bandiera olandese e creò un tricolore simile, ma scelse per esso dei colori russi (a quell’epoca la bandiera olandese era arancio-bianco-blu, non aveva il rosso). La scelta dei colori fu fatta in base allo stemma del Granducato di Mosca, che raffigurava San Giorgio, con un’armatura bianca su un cavallo bianco, che indossa un mantello e regge uno scudo blu. Il tutto su sfondo rosso.
Questa bandiera divenne la bandiera ufficiale russa il 7 maggio 1883. Quando i bolscevichi presero il potere nel 1917 cambiarono la bandiera che venne però ripristinata il 21 agosto 1991.
LO STEMMA:
Lo stemma della Federazione Russa deriva dai primi emblemi nazionali dell’impero russo recuperati nel 1992 dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica. Sebbene sia stato più volte modificato dal regno di Ivan III (1462-1505), l’attuale stemma è direttamente derivato dall’originale medievale. I colori corrispondono allo stemma imperiale del quindicesimo secolo. La forma dell’aquila risale al regno di Pietro il grande (1682-1725), sebbene le aquile siano attualmente d’oro invece dell’originale nero imperiale. Accollato all’aquila è rappresentato lo stemma di Mosca riportante San Giorgio e il drago.

LA CAPITALE:
Mosca

LA MONETA: Rublo Russo
LA LINGUA: Russo
FORMA DI GOVERNO: Repubblica Semipresidenziale Federale
IN UE DAL:
NELL’ONU DAL: 24 Ottobre 1945. Stato fondatore e membro permanente del CdS
NELLA NATO DAL:

L’INNO NAZIONALE: Inno della Federazione Russa
FESTA NAZIONALE: 12 Giugno
I CONFINI: Azerbajan, Bielorussia, Cina, Estonia, Finlandia, Georgia, Kazakistan, Lettonia, Lituania, Mongolia, Norvegia, Polonia, Ucraina (13)

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Romania

LA BANDIERA:
La bandiera della Romania è un tricolore composto da tre bande verticali uguali blu (dalla parte dell’asta), gialla e rossa.
La storia: I colori risalgono a quando la Romania nacque dall’unione tra la regione di Moldavia e quella di Valacchia che già dal 1834 avevano dei loro colori e stemmi. Quando si decise l’unità nel 1848 i colori furono riuniti in quella che oggi è l’attuale bandiera con tre bande verticali di ispirazione francese. La bandiera nazionale precedente, quella dello Stato comunista (1947-1989), conteneva lo stemma della Romania comunista al centro della banda gialla. Durante la rivoluzione del 1989 si potevano notare molte bandiere con l’emblema comunista ritagliato ed il governo successivo decise contro l’aggiunta di qualsiasi stemma alla bandiera, come era l’insegna civile durante il Regno Rumeno (1881-1947).
LO STEMMA:
Lo stemma della Romania è basato sulla versione minore dello stemma del Regno di Romania (utilizzato tra il 1922 e il 1947). Come elemento centrale mostra un’aquila che tiene una croce nel becco, nonché una mazza ed una spada tra gli artigli. È inoltre composto dai tre colori rosso, giallo e blu, che rappresentano quelli della bandiera nazionale.
Il significato: Lo stemma della Romania ha come elemento centrale l’aquila dorata che stringe una croce ortodossa. Rappresenta il “nido dei Basarabi”, il nucleo intorno al quale fu organizzata la Valacchia.
L’aquila, essendo il simbolo della Latinità ed un uccello araldico del primo ordine, simboleggia il coraggio, la determinazione, l’ascensione verso grandi altezze, il potere, la magnificenza. Si può trovare anche nello stemma della Transilvania.
Lo scudo su cui è collocata è azzurro, simboleggiante il cielo. L’aquila stringe fra i suoi artigli le insegne della sovranità: una mazza ed una spada, quest’ultima che ricorda il governante della Moldavia, Stefano il Grande, mentre la mazza ricorda Michele il Bravo, il primo unificatore dei paesi rumeni.
Nel primo quarto dello scudo stretto dall’aquila, lo stemma della Valacchia, è mostrata su uno sfondo azzurro un’aquila color oro che stringe nel becco una croce dorata ortodossa, accompagnata da un sole dorato a destra e da una luna nuova dorata a sinistra.
Nel secondo quarto, è mostrato lo stemma tradizionale della Moldavia, di colore rosso: una testa di uro di colore nero con una stella a cinque punte color oro tra le corna, una rosa pentaloba a destra e una luna crescente a sinistra, entrambe color argento.
Il terzo quarto evidenzia lo stemma tradizionale del Banato e dell’Oltenia, di colore rosso: sulle onde, si vede un ponte dorato con due aperture ad arco (simboleggiante il ponte sul Danubio dell’imperatore romano Traiano), da cui viene un leone che stringe uno spadone nella zampa anteriore destra.
Il quarto quarto mostra lo stemma della Transilvania: uno scudo diviso da una stretta fascia, di colore rosso; sul capo, su sfondo azzurro, c’è un’aquila nera con il becco dorato che esce dalla fascia, accompagnato da un sole dorato a destra e da una luna crescente d’argento a sinistra; sulla base, su sfondo oro, ci sono sette torri merlate, poste su una fila di quattro e un’altra di tre.
Sono inoltre rappresentate le terre adiacenti al Mar Nero, su sfondo azzurro: due delfini affrontati, con la testa verso il basso.

LA CAPITALE: Bucarest

LA MONETA: Leu Romeno
LA LINGUA: Romeno
FORMA DI GOVERNO: Repubblica Semipresidenziale
IN UE DAL: 1 Gennaio 2007
NELL’ONU DAL: 14 Dicembre 1955
NELLA NATO DAL: 29 Marzo 2004

L’INNO NAZIONALE: Svegliati, Romeno!
FESTA NAZIONALE: 1 Dicembre
I CONFINI: Bulgaria, Moldavia, Serbia, Ucraina, Ungheria (5)

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Repubblica Ceca

LA BANDIERA:
La bandiera della Repubblica Ceca è la stessa che appartenne alla Cecoslovacchia, nonostante si fosse impegnata a cambiarla. Con la dissoluzione della Cecoslovacchia, la Repubblica Ceca mantenne la bandiera, mentre la Slovacchia ne adottò una nuova.
La storia: La bandiera contiene i colori rosso e bianco, che derivano dall’antico stemma ceco (leone d’argento in campo rosso); poiché la bandiera era praticamente identica a quella della Polonia, e aveva gli stessi colori di quella austriaca,venne aggiunto un triangolo blu sul lato del pennone. La versione senza il triangolo blu è identica alla bandiera della Boemia ed era stata provvisoriamente adottata dalla Cecoslovacchia dopo l’indipendenza acquisita al termine della prima guerra mondiale in seguito al disfacimento dell’Impero austro-ungarico.
Il significato: Il bianco e il rosso erano i colori della Boemia e della Moravia mentre l’azzurro apparteneva per tradizione alla Slovacchia ed inoltre i tre colori erano quelli tradizionali panslavici.
LO STEMMA:
Lo Stemma della Repubblica Ceca rappresenta le tre regioni storiche che compongono la nazione.
Lo stemma della Boemia rappresenta un leone araldico d’argento con doppia coda su sfondo rosso. E’ ripetuto sia in alto a sinistra che in basso a destra. Lo stemma della Moravia è un’aquila rossa ed argento a scacchi su uno sfondo blu. Lo stemma della Slesia è un’aquila nera con un “gambo di trifoglio” sul suo petto su uno sfondo d’oro, sebbene solo una piccola parte del sud-est della regione della Slesia appartiene ora alla Repubblica Ceca.
La curiosità: Lo scudo è utilizzato anche come distintivo della Nazionale di calcio della Repubblica Ceca e della Nazionale di hockey su ghiaccio maschile della Repubblica Ceca.

LA CAPITALE: Praga
LA MONETA: Corona Ceca
LA LINGUA: Ceco
FORMA DI GOVERNO: Repubblica Parlamentale
IN UE DAL: 1 Maggio 2004
NELL’ONU DAL: 19 Gennaio 1993
NELLA NATO DAL: 12 Marzo 1999

L’INNO NAZIONALE: Dov’è la mia casa?
FESTA NAZIONALE: 28 Ottobre
I CONFINI: Austria, Germania, Polonia, Slovacchia (4)

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Regno di Spagna

LA BANDIERA:
La bandiera spagnola è divisa in tre bande orizzontali: rosso, giallo e rosso, con la parte gialla di dimensione doppia rispetto a quelle rosse. Le bandiere e le insegne di stato e di guerra devono essere caricate dello stemma spagnolo, mentre la bandiera civile ne è sprovvista, anche se lo stemma può essere messo a piacimento. Lo stemma deve essere collocato ad una posizione corrispondente ad 1/3 della lunghezza della bandiera partendo dall’asta, e non deve superare in altezza i due quinti dell’altezza della bandiera.
La storia: L’origine dell’attuale bandiera spagnola risale all’insegna navale del Regno di Spagna del 1785, il Pabellón de la Marina de Guerraissato dalle navi di Carlo III di Spagna.
Lungo il XVIII, XIX e XX secolo, questo schema di colori rimase intatto, vedendo alterati soltanto gli stemmi che venivano di volta in volta posizionati nella bandiera. Nella bandiera moderna oltretutto lo stemma è decisamente semplificato rispetto alle versioni passate.
Il significato: I colori sono tratti dall’antica tradizione araldica spagnola, in particolare dagli stemmi di Castiglia (di rosso al castello aureo), di Aragona (d’oro ai quattro pali rossi) e di Navarra (di rosso alla catena d’oro).
LO STEMMA:
Lo stemma della Spagna è lo stemma ufficiale di stato del Regno di Spagna. Lo stemma attuale è stato istituito in sostituzione dello stemma precedente, che risaliva al 1977. Le sei parti che compongono lo scudo ripercorrono oltre mille anni di storia della Spagna.
La storia: Lo stemma ebbe origine nel 1475, quando Ferdinando II di Aragona e Isabella di Castiglia scelsero l’antica aquila di san Giovanni come scudo. Nello scudo vennero poi rappresentate le due maggiori entità statali della penisola iberica del tempo: lo stemma del Regno di Castiglia e lo stemma del Regno d’Aragona.
Il significato: Ognuno dei quattro quadranti rappresenta uno dei quattro regni che furono riuniti per formare la prima vera Spagna nel XV secolo, ovvero nell’ordine, Castiglia, rappresentata dal castello, León, identificato nello storico leone, Aragona, rappresentata dalla celebre Senyera, ed infine Navarra, richiamata dalle catene unite. Anche l’antico regno moro di Granada è inserito nel fondo dello stemma, con un frutto di melograno. Il fleur de lys in palo posto al centro degli stemmi dei regni rappresenta la casa reale regnante dei Borboni, mentre le due colonne a lato dello scudo accompagnate dal motto “plus ultra” richiamano le scoperte e le conquiste spagnole in America: le colonne infatti sono le mitologiche Colonne d’Ercole poste sullo Stretto di Gibilterra. Lo storico e tradizionale motto “Plus Ultra” rimpiazzò il precedente “Non Plus Ultra” (“Non oltre qui”) che campeggiava prima della scoperta dell’America, dato che la Spagna era considerata “il punto più occidentale” della Terra.

LA CAPITALE: Madrid
LA MONETA: Euro
LA LINGUA: Spagnolo
FORMA DI GOVERNO: Monarchia Parlamentale
IN UE DAL: 1 Gennaio 1986
NELL’ONU DAL: 14 Dicembre 1955
NELLA NATO DAL: 30 Maggio 1982

L’INNO NAZIONALE: Marcia Reale
FESTA NAZIONALE: 12 Ottobre
I CONFINI: Andorra, Francia, Gibilterra (U.K.), Marocco, Portogallo (5)

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Repubblica portoghese

LA BANDIERA:
La bandiera del Portogallo è di forma rettangolare, con proporzione 2/3, e colorata in verde e rosso. Il rettangolo verde è sul lato del pennone ed ha larghezza pari ai 2/5 della bandiera, mentre la parte al vento (larga 3/5 della bandiera) è rossa. Centrato sulla partizione si trova uno stemma costituito da una sfera armillare con sovrapposto il tradizionale scudo portoghese.
La storia: Fu approvata il 29 novembre 1910 ma venne adottata ufficialmente il 19 giugno 1911, alcuni mesi dopo la proclamazione della repubblica (5 ottobre 1910). Fu scartata l’idea di un drappo rosso rivoluzionario furono scelti il rosso e il verde. I due colori ricordavano tra l’altro l’insegna rosso-verde inalberata dall’incrociatore Adamaster che aveva dato il segnale della rivolta. Tornò anche la sfera armillare, che era scomparsa da quasi un secolo.
Il significato: La bandiera ha un significato molto più ambiguo di quello tradizionale. Durante il regime autoritario dei nazionalisti portoghesi che durò dal 1933 fino alla rivoluzione del 1974, si diceva che il verde rappresentava i boschi del Portogallo e il rosso era il simbolo del sangue versato dai caduti per servire la nazione. Questa definizione dei colori è quella comunemente accettata, comunque il significato originale potrebbe essere più incerto. Alcune teorie sostengono che il rosso rappresenti l’alba e il tramonto sulle navi portoghesi durante le “Scoperte” del XVI secolo e che il verde rappresenta il colore del mare profondo, che venne navigato per la prima volta dai portoghesi in tutto il mondo. Altre teorie meno nazionaliste sostengono che il verde e il rosso siano i colori tradizionali del federalismo iberico, un’ideologia Repubblicano-Socialista, molto comune all’inizio del XX secolo, che difendeva l’unione politica di Portogallo e Spagna, benché i portoghesi siano stati una nazione indipendente fin dal 1149 e abbiano sempre combattuto per la loro indipendenza, anche quando erano sotto il controllo spagnolo nel XVII secolo.
Il disegno circolare rappresenta una sfera armillare, che sostituì la corona della vecchia bandiera monarchica. Rappresentava l’impero coloniale portoghese del periodo della rivoluzione e le scoperte fatte dai portoghesi.
Il tradizionale scudo portoghese è invece presente in praticamente tutte le bandiere portoghesi della storia.
I castelli, in origine nove, sono un simbolo delle vittorie portoghesi al comando di Re Alfonso III, e fanno riferimento ai nove castelli moreschi sconfitti dal Portogallo nel 1249; erano anche il simbolo del Regno di Algarve, l’ultimo conquistato dai portoghesi, quando vennero stabiliti i confini definitivi. In seguito, Re Giovanni II ridusse il numero di castelli nella bandiera a sette.
La leggenda: I cinque punti bianchi nei cinque scudi blu al centro della bandiera fanno riferimento ad una leggenda riguardante il primo Re del Portogallo, Alfonso Henriques o Re Alfonso I. La storia racconta che prima della Battaglia di Ourique (26 luglio 1139), Alfonso stava pregando per la protezione del popolo portoghese, quando gli apparve una visione di Gesù sulla croce. Re Alfonso vinse la battaglia e, in segno di gratitudine, incorporò le cinque ferite di Cristo nella sua bandiera. I cinque scudi rappresentano i cinque re moreschi che vennero sconfitti nella battaglia di Ourique.
LO STEMMA:
Lo stemma del Portogallo, è stato adottato, insieme alla bandiera.
Al centro si vedono cinque scudi blu , disposti a croce, con all’interno cinque bisanti color argento, all’interno di uno scudo di colore bianco . Lo scudo è bordato di rosso con all’interno sette piccoli castelli d’oro. La figura si trova sopra una Sfera armillare di colore oro rifinita di nero.
Il significato:

  • I cinque scudi azzurri, simboleggiano i cinque Re musulmani che il Re Alfonso I sconfisse nella battaglia di Ourique
  • I cinque bisanti argentati all’interno degli scudi, rappresentano le cinque ferite di Cristo. Sommando i bisanti all’interno degli scudi blu si ottiene il numero trenta, come i denari ricevuti dati a Giuda dai sacerdoti per tradire Gesù.
  • I sette castelli rappresentano il Regno di Castiglia, al quale il Portogallo è appartenuto per qualche anno.
  • La sfera armillare rappresenta le scoperte degli esploratori portoghesi tra il XV secolo e il XVI.

LA CAPITALE: Lisbona
LA MONETA: Euro
LA LINGUA: Portoghese
FORMA DI GOVERNO: Repubblica Parlamentale
IN UE DAL: 1 Gennaio 1986
NELL’ONU DAL: 14 Dicembre 1955
NELLA NATO DAL: 4 Aprile 1949. Stato fondatore.

L’INNO NAZIONALE: A Portuguesa
FESTA NAZIONALE: 10 Giugno
I CONFINI: Spagna (1)

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Repubblica di Polonia

LA BANDIERA:
La bandiera della Polonia è composta da due bande orizzontali di pari dimensioni: bianca quella superiore e rossa quella inferiore.
La storia: Il 7 novembre 1831 durante la sollevazione di novembre, la Sejm decise che i colori nazionali della Polonia sarebbero stati quelli dello stemma dell’Unione Polacco-Lituana, ovvero il bianco e il rosso.
Il 1 agosto 1919, la Sejm della Polonia nuovamente indipendente creò la bandiera polacca nella sua attuale forma.
I colori nazionali polacchi sono tratti dallo scudo, un’aquila bianca in campo rosso, risalente alla prima metà del secolo XIII. La tonalità del rosso ha subito nel corso degli anni alcuni aggiustamenti, da cremisi a cinabro (1928) a rosso medio (1980).
LO STEMMA:
Lo Stemma della Polonia rappresenta un’aquila d’argento con una corona d’oro, con artigli e becco d’oro, su scudo rosso.
L’attuale stemma è stato adottato il 9 febbraio 1990, quando fu ripristinato alla testa dell’aquila una corno d’oro, rimossa durante la Repubblica Popolare di Polonia.
La leggenda: Una leggendaria aquila bianca scendendo sul nido indicò al primo re polacco cristiano, Mieszko I (962-992) il luogo dove erigere la capitale. Quell’aquila diventò nel 1228 il simbolo della Polonia e, posta in campo rosso, determinò fin dal 1241 i colori nazionali.

LA CAPITALE: Varsavia
LA MONETA: Zloty
LA LINGUA: Polacco
FORMA DI GOVERNO: Repubblica Parlamentale
IN UE DAL: 1 Maggio 2004
NELL’ONU DAL: 24 Ottobre 1945. Stato fondatore.
NELLA NATO DAL: 12 Marzo 1999

L’INNO NAZIONALE: Canto delle legioni polacche in Italia
FESTA NAZIONALE: 3 Maggio e 11 Novembre
I CONFINI: Bielorussia, Germania, Lituania, Rep. Ceca, Russia, Slovacchia, Ucraina (7)

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Il mese di settembre

Settembre: nono mese del nostro calendario, prende il suo nome dal latino “septem” – ossia sette – in quanto esso era il settimo mese nel calendario arcaico romano (l’anno iniziava a marzo) ed aveva 31 giorni.

Nel 37, Caligola mutò il nome del mese in Germanico in onore del padre, ma, alla sua morte, esso tornò a chiamarsi settembre.
Nuovamente, nell’89 Settembre riprese il nome di Germanico in onore dell’imperatore Domiziano: alla sua morte, il nome del mese tornò ad essere quello originario.
Il nome mutò nuovamente in Amazonius sotto l’imperatore Commodo, ma il nome ebbe minor fortuna dei suoi predecessori.

Nel calendario della Repubblica Romana, Settembre era passato ad avere solo 29 giorni, mentre per il calendario Giuliano esso avevo nuovamente 31 giorni. Solo a partire dal calendario Augusteo, settembre iniziò a contare 30 giorni.

Per la tradizione romana, settembre era dedicato a Vulcano – dio del fuoco, della lavorazione dei metalli e protettore del focolare.


Per gli ebrei, Elùl (dal Babilonese “Ululu”) è il dodicesimo, nonchè ultimo mese dell’anno e conta 29 giorni. Copre un arco temporale che ricopre parte di Agosto e parte di Settembre.
Ciò che colpisce è il fatto che esso non possa iniziare di martedì, nè di giovedì nè di sabato.
Tishrì (dall’Accadico Tashritu o dall’Aramaico Sharé che significano entrambi “principio”), invece, è il primo mese dell’anno per gli ebrei ed ha 30 giorni. Ricopre un arco temporale che va da Settembre a Ottobre. 
Il primo giorno di questo mese non è mai domenica, mercoledì o venerdì.

Per i mussulmani, Rajab è il settimo mese dell’anno, conta 29 giorni, e va da Agosto a Settembre. In questo mese – sacro – è proibita ogni azione ostile.
Sha’ban – ottavo mese – dura 29 giorni e va da Settembre a Ottobre.

Per i Persiani, Sharivar è il sesto mese dell’anno: dura 31 giorni e va da Agosto a Settembre, mentre Mehr, settimo mese, conta 30 giorni e va da Settembre a Ottobre.

Per i Celti, Edrinos (tempo dell’emissione delle sentenze) dura 30 giorni e va da Agosto a Settembre; Cantlos (tempo delle canzoni) – dodicesimo ed ultimo mese dell’anno – va da Settembre a Ottobre in 29 giorni.

Nell’antica Grecia, in settembre si tenevano festeggiamenti in onore di Demetra – dea delle messi.

Durante la Rivoluzione Francese, l’anno terminava a cavallo di Settembre: infatti, il 17 Settembre finiva Fruttidoro e, il 22, iniziava Vendemmiaio (durante il Medioevo, settembre era raffigurato da un gruppo di persone intente nella vendemmia). I 5 giorni (6 negli anni bisestili) intermedi eran detti Sanculottidi (in cui si festeggiava il capodanno). 

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